
Cari amici,
Il 3 aprile si è svolta, al porto di Rotterdam, l’assemblea generale dell’EIA (European Intermodal Association), preceduta il giorno prima dal comitato di direzione dell’ associazione, e seguita da una visita in battello del porto stesso. Non siamo riusciti per la distanza a raggiungere MV2 (Maasvlakte 2), l’isola che sullo stile di Shanghai gli olandesi stanno costruendo alla foce della Mosa, destinata a creare nuova importante capacità portuale, con bacini adatti alle navi di nuova generazione, fondali di 20 metri e nuovi 45 km di ferrovie, collegati con la rete europea e in particolare alla Betuwe Lijn, importante infrastruttura ferroviaria dedicata alle merci che collega Rotterdam col cuore della Ruhr. Abbiamo potuto tuttavia visitare il porto ‘storico’, il più grande d’ Europa, che con oltre 11 mio di TEU tiene la decima posizione mondiale, dietro Shanghai, Singapore, Dubai e altri 6 porti della Cina.
All’ordine del giorno vi erano le questioni generali di ogni anno, come la crisi persistente, soci che partono, soci che arrivano (fra i quali i porti di Barcellona e Strasburgo). Poi due questioni di attualità: un incontro che il Presidente della Commissione Barroso terrà con l’EIA in aprile (sulla quale riferiremo ampiamente sul prossimo numero della nostra rivista), e poi il problema della “Review of directive 96/53: Weights & Dimensions”. La commissione sta valutando le conseguenze di eventuali variazioni degli standard dei veicoli stradali, che sono stabili da circa 20 anni, ma che ora alcune lobby stanno provando a scardinare.
